mercoledì 18 gennaio 2017

COSE PICCOLE MA BUONE - Il piacere di chiamarsi Kahlùa

"Servì loro delle ciambelline alla cannella appena uscite dal forno, con la glassa ancora fluida. Mise sul tavolo il burro e i coltelli per spalmarlo. Poi sedette insieme a loro. aspetto sinché non ebbero preso ciascuno una ciambellina cominciando a mangiare. “fa bene mangiare qualcosa” disse guardandosi. ”Ce n’è ancora. Mangiate sinché volete. Ci sono tutte le ciambelle del mondo, qui.”


"Una cosa piccola ma buona", racconto di Raymond Carver, tratto dalla raccolta "Cattedrale". Traduzione di Francesco Franconeri.



Oggi è mercoledì e inizia la dolce discesa verso il meritato fine settimana. 
Per questo inauguriamo oggi un'altra piccola rubrica del nostro blog che abbiamo voluto dedicare al celebre scrittore americano Raymond Carver, omaggiandolo con il titolo "Una cosa piccola ma buona", che è uno dei suoi racconti più belli e più amati dal Narratore. 
Perché? Perché in questo giorno di metà settimana sentiamo il bisogno di approfondire due temi a noi cari: la letteratura (e presto collegheremo questa rubrica alla nostra libreria artigianale, sempre pronta a regalar sorprese) e le bevande e il cibo, ricercandone origini e particolarità. E, non a caso, abbiamo navigato l'Internet per voi a vele spiegate, per cercare qualche informazione in più sul liquore che dà il nome al nostro amato locale. Salpiamo!



Quando, alla fine degli anni Novanta, i componenti del nostro Staff - di cui presto Vi parleremo in modo più approfondito - decisero di dare il nome Kahlùa alla loro nuova casa, l'associazione di un liquore al sapore di caffè fu una delle motivazioni principali.
Wikipedia ci dice cose interessanti: "Kahlúa is a coffee-flavored sugar-based liqueur from Mexico. The drink contains rum, corn syrup and vanilla bean." ("Il Kahlúa è un liquore messicano al gusto di caffè, che gli conferisce un gusto deciso ma dolce. Il Kahlua contiene anche zucchero, sciroppo di mais e vaniglia."). 

Il Kahlùa è dunque di origine messicane, realizzato - sembra - da un certo Pedro Domecq, fin dal 1936. Il nome deriva dall'azteco e significa "Casa della gente di Acolhua", che era una popolazione mesoamericana degli inizi del 1200 molto legata al più importante popolo degli Aztechi: il liquore veniva realizzato a Veracruz, con le erbe e i sapori e il caffè di quel luogo. 

Sul sito ufficiale della bevanda, la storia si fa ancora più precisa, delineando l'opera di quattro amici che decisero di creare questa bevanda - sembra - quasi per scherzo: Senior Blanco, Montalvo Lara e i fratelli Alvarez.

A parte questo, il Kahlùa è parte integrante di molti ottimi cocktail, come ad esempio, il White e il Black Russian, il B-52, il Mind Eraser o il Dirty Mother. Andremo ad analizzare questi cocktail nel tempo, basti dire che la bevanda è versatile anche se il suo sapore è sicuramente riconoscibile e decisamente dolciastro. Intanto, per chi mastica l'inglese, on-line si possono trovare ottime ricette per abbinare e frullare e tritare ghiaccio e bere con gusto bevande create con il Kahlùa.

Curiosità: dal 2005 l'azienda produttrice è parte del gruppo francese Pernod Richard. L'azienda deve avere speso anche abbastanza denaro per la realizzazione dei video-commedia presenti sul sito stesso e sul canale YouTube ma, a detta del Narratore umm alcuni sono imbarazzanti e poco accattivanti, seppur un lavoro da professionisti del settore.


Buon mercoledì da leoni,


Staff Bar Kahlùa



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